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Il chiostro interno

La sede di Mondovì del Politecnico di Torino è un edificio impregnato di storia che fonde in esso anni di cultura e tradizioni dei nostri luoghi. Utilizzato nella seconda metà degli anni ottanta sia come scuola elementare sia come succursale di scuole medie superiori , si è sposato con la richiesta sempre più forte di avere un punto di riferimento universitario-tecnologico nella nostra città. Di seguito è illustrata la cronologia storica dell'edificio ora istituzione preparatoria della futura classe dirigente.

OSPEDALE DI SAN FRANCESCO DI ASSISI - MONDOVI' BREO

1) 27 Settembre 1574. Il nobile Giovanni Antonio Callò, luganese, con testamento nomina erede universale l'Ospedale erigendolo a Breo e nel piano della Valle e designando per amministrarlo i Priori ed i massari della Confraternita dei Disciplinati di Mondovì Breo ora Arciconfraternita di Santo Stefano. Il nobile Callò pone la condizione che dopo la morte della moglie Maddalena Callò, il Priore della Confraternita trasformi la sua abitazione, presumibilmente l'attuale Palazzo dei Gazzani posto in via S. Agostino di fronte alla Chiesa di S. Stefano, in Ospedale.

2) 20 Maggio 1586. G. A. Callò in una rettifica testamentaria stabilisce che l'Ospedale venga intitolato a San Francesco di Assisi e che sulla facciata se ne dipinga l'immagine.

3) 10 Novembre 1601. La vedova di Callò nomina erede universale l'Ospedale di S.Francesco, che comincia a funzionare solo dopo questa data. Va aggiunto che in questo periodo e ancora per quasi un secolo e mezzo l' Ospedale va inteso come un centro di ricovero, assistenza e cura nei confronti dei cittadini più poveri, dei vagabondi e degli orfani.

4) 10 Aprile 1606. L'Ospedale di San Francesco viene diviso in due parti, delle quali una prende la denominazione del Piano di Breo sotto il titolo di San Francesco d'Assisi e l'altra del Piano della Valle sotto l' invocazione della Santissima Vergine del Pilone.

5) 1615/1622/1661. In questi anni vengono effettuate ulteriori donazioni a favore dell'Ospedale.

6) 1728. Nicola Andora, genovese di Rapallo, amplia l'Ospedale, lo dota di nuovi posti letto e lo nomina suo erede universale.

7) 1740. L' edificio sede dell'Ospedale non è più sufficiente ad ospitare tutti gli ammalati e le strutture sanitarie e amministrative come emerge dai documenti nei quali si fa richiesta di nuovi spazi.

8) 3 Febbraio 1742. Il sacerdote Paolo Promio, già impegnato con vari ruoli all' interno dell'Ospedale, lo nomina suo erede universale a patto che venga trasferito in una sua proprietà, sempre nel Piano di Breo, ma in un luogo meno centrale e più salubre; tale proprietà è costituita da una casa e da una vigna site nella contrada di Toscana e da lui acquistate nel 1738.

9) 3 Luglio 1743 Una Regia Patente concede l'autorizzazione al trasloco dell'Ospedale in un luogo più adatto.

10) 8 Settembre 1744. Viene inviata al Senato di Torino una relazione sulla situazione dell'Ospedale di S.Francesco con la richiesta di una nuova sistemazione. La vecchia sede posta all' interno del citato Palazzo dei Gazzani in via S. Agostino viene considerata troppo angusta e difficile da riscaldare; inoltre essendo nel cuore della città, in prossimità della piazza centrale e del mercato, luogo inadatto alla degenza dei malati e caratterizzato da un elevato valore fondiario che impedisce gli ampliamenti necessari, si richiede l'autorizzazione alla costruzione di un nuovo ospedale. Il terreno proposto è quello lasciato in eredità dal sacerdote Promio nella contrada di Toscana "in sito affatto proprio per simile opera non meno perché il commercio non sente alcun incomodo, l'eminenza è proporzionata e il sito spazioso. Ma ancor pel maggior comodo del Pubblico e degli ammalati e per la poca lontananza dall'acqua senza che si corra pericolo alcuno che possasi con questo stabilimento recar pregiudizio al commercio pubblico, alla salubrità dell'aria e molto meno alla popolazione"...

11) 14 Ottobre 1744. Vista la preghiera sopracitata il Senato di S.M. in Torino invia una lettera all'Amministrazione dell'Ospedale di San Francesco con la quale concede la costruzione del nuovo ospedale, con la condizione che non si costruisca nessuna "cappella od oratorio pubblico, ma unicamente privato a beneficio dei soli ammalati e serventi dell'ospedale e che la casa in cui questo sta presentemente (la sede di via S. Agostino) si riduca ad uso privato, con darla in affitto.

12) 3 Aprile 1752. Serafino Bertola già a lungo impegnato nell'Amministrazione dell'Ospedale e più volte citato in atti notarili di compravendita insieme al sacerdote Promio, nomina l'Ospedale suo erede universale a condizione che provveda al mantenimento della sorella.

13) 30 Agosto 1769. Nel Calcolo dei redditi ed obblighi dell'Ospedale di San Francesco, sito in via S. Agostino, una voce di reddito è ancora costituita dalla casa e dalla vigna in contrada di Toscana fruttante per affitto 90 Lire piemontesi. Da ciò possiamo dedurre che a questa data non si è ancora avviata la costruzione della nuova sede.

14) 30 Ottobre 1771. Nell'Elenco dei debiti e dei crediti che cadono all'Ospedale per tutto l'anno 1771 si fa riferimento ad un saldo che si potrebbe impiegare nella fabbrica del nuovo ospedale. Il termine "fabbrica" sembra indicare che il cantiere è già in funzione; un altro indizio in tal senso è dato dalla presenza di una voce di pagamento relativa alle messe festive tenute nella Chiesa della contrada di Toscana, ora in onere all'Ospedale.

15) 1774. La nuova costruzione per l'Ospedale su disegno attribuito all'Architetto Francesco Gallo di Mondovì dovrebbe essere terminata. Non si hanno notizie certe su tale data, ma a fine '800 lo storico monregalese Nallino a questo proposito afferma:"essendo arrivata la fabbrica nuova ad un certo segno d'esser comodamente abitata, furono trasportati gli infermi dalla vecchia a questa nuova abitazione nell'anno 1774, come sta scolpito in un marmo sopra la porta della contrada". Non si sa se il Nallino faccia riferimento ad una porta d'accesso alla contrada oppure al portale della nuova costruzione, di fatto non si ha più traccia di questa lapide. Circa il funzionamento dell'Ospedale sappiamo che esso ricoverava i poveri, colpiti da malattie acute, che abitavano nell'antico distretto della Parrocchia di Breo, che conta, un secolo dopo, 5000 abitanti. L'Ospedale dispone di quattro letti , il servizio sanitario è composto da due medici e l'assistenza viene svolta dalle Suore di Carità. I poveri che non possono essere ricoverati vengono visitati a domicilio dai medici dell'ospedale, i quali accordano loro gratuitamente i medicinali. Si distribuiscono anche dei sussidi in denaro, ma in misura limitata, quasi sempre in esecuzione delle volontà dei testatari. Tra gli altri servizi prestati dall'ospedale vi sono poi la sepoltura degli ammalati deceduti ( che a giudicare dai pagamenti dei becchini era un evento piuttosto frequente...) e la cura degli "orfanelli". Nella sezione di Breo, come in tutta la città, era sentito il bisogno di provvedere al ricovero dei cronici ed infettivi e non appena l'Ospedale ebbe redditi sufficienti per la cura delle malattie acute, i benefattori pensarono di destinare le loro sostanze a sollievo degli incurabili.

16) 1778. Elenco di lavori compiuti negli edifici del vecchio e del nuovo ospedale. A questa data quindi entrambe le sedi sono ancora in funzione ed oggetto di manutenzione, anche se è probabile che la vecchia sede ospiti solamente più le funzioni amministrative.

17) 6 Maggio 1778. Capitolazione e calcolo delle spese per la formazione e prosecuzione della fabbrica del nuovo ospedale con la costruzione della manica delle infermerie e il completamento delle gallerie al piano terreno e primo, ad opera del Capomastro Andrea Scala fu Pietro Bernardo. Si suppone che una parte di edificio in questione possa essere quella a chiusura del cortile verso Breo, successivamente demolita.

18) Seconda metà 1700. Pianta e sezione verso Sud dell'Ospedale. Ipotesi di progetto ad opera dell'Arch. Abate Francesco Giuseppe Trona con visibile il portico, continuo lungo tutto il perimetro della corte interna.

19) 1801. Bartolomeo Barucchi, presbitero, già impegnato nell'amministrazione dell'Ospedale nomina l'Ospedale suo erede universale.

20) 1820. Francesco Montanara, monregalese, cancelliere della Corte Suprema a Torino nomina l'Ospedale suo erede universale.

21) 1846. A questa data si riferiscono due tavole di progetto della cappella per gli ammalati e dell'alloggio per il cappellano a firma dell'Ing. Arch. P. Spurgazzi di Torino. E' da notare come anche in queste tavole sia raffigurato il portico a chiusura del cortile, della stessa foggia e misura di quello disegnato un secolo prima dal Trona. Di tale estensione si può ipotizzare che sia stata adibita a lungo a legnaia durante l'800 prima della sua demolizione verso la fine del secolo. E' però assai improbabile che essa continuasse lungo il terrapieno, parallelamente all' ospedale, in quanto è difficilmente conciliabile con l'apparato decorativo della nicchia con la fontana di origine settecentesca.

22) 1859. Disegno delle opere di pubblica utilità da realizzarsi nella città di Mondovì; la tavola è relativa al tratto dell'odierna via Cottolengo compreso tra la piazza di S. Filippo e la piazza di Toscana e prevede la rettifica del filo stradale. In testa all'ospedale compare l'abitazione del Cappellano della quale è già prevista la demolizione per assicurare una maggior luminosità e aerazione all'ospedale.

23) 1875. Il medico Giuseppe Mellano nomina l'Ospedale suo erede con la condizione che vengano creati due posti per i malati cronici.

24) 1887. Il Cav. Giovanni Duretti con un lascito fonda un ulteriore posto per i cronici.

25) 1891. La Signorina Bassi fonda un posto per i cronici.

26) 10 Agosto 1893. Il Cav. D. Oderda dona all'Ospedale una rendita del Debito pubblico di 7500 Lire, con riserva d'usufrutto e con l'obbligo all'Ospedale di fondare otto nuovi posti per i malati cronici e di associare all'attuale denominazione il nome della famiglia del donante. Per questo motivo l'Istituzione sarà chiamata Ospedale di San Francesco ed Istituto Oderda.

27) 1894. Durante tale anno viene apposta sulla facciata dell'ospedale la targa riportante il nome dell'Istituto, l'anno di esecuzione, il disegnatore Ing. Camillo Riccio di Torino e l'esecutore Pietro Manzo, marmista a Mondovì. La presenza a Mondovì del Riccio durante questo periodo è attestata dai lavori da lui compiuti all'interno dell' Ospedale di S. Maria della Pila nel Piano della Valle a seguito della donazione di Don Michele Baruffi. Tali lavori di ristrutturazione interna furono elogiati dalla Commissione preposta all'ispezione dello stabile in data 7 Giugno 1897. Non si hanno però documenti che attestino lavori compiuti dal Riccio sull'edificio dell'Ospedale di S. Francesco a parte la targa sopra citata.

28) 15 Gennaio 1894. Il Sacerdote Giuseppe Barberis con testamento olografo lascia all' Ospedale una eredità di 100.000 Lire, con l' obbligo di corrispondere a quattro suoi nipoti una pensione annua di 360 Lire e di destinare l' eredità a beneficio dei cronici.

29) 1890. Fotografia raffigurante il Borgo Toscana con l'Ospedale di S. Francesco e la Chiesa di S.ta Maria delle Grazie prima dell'intervento di ampliamento e demolizione delle preesistenti abitazioni.

30) 1900. Scorcio di Borgo Toscana precedente alla costruzione dell'Oratorio Contardo Ferrini dei Padri Filippini completata nel 1911. Sullo sfondo l'Ospedale di San Francesco con ancora visibile l'abitazione del Cappellano.

31) 1910. Facciata dell'Ospedale di San Francesco precedente l'intervento di modifica (verticale) delle aperture del primo e secondo piano. E' inoltre ancora visibile parte dell'arco di ingresso al cortile e parte dell'abitazione del Cappellano.

32) 1910. Capitolato delle opere di ampliamento e restauro dell'Ospedale di Mondovì Breo su cartella intestata "A. Riccio e G. Velati-Bellini Ingegneri in Torino". Nel capitolato vengono descritte le caratteristiche alle quali dovrà sottostare il progetto.

33) 30 Maggio 1912. Data riportata sulla pietra collocata in basso a sinistra rispetto alla Chiesa di S.ta Maria delle Grazie presumibilmente relativa alla apertura del cantiere di ampliamento dell'Ospedale.

34) 1919. I quattro ospedali cittadini: Santa Croce a Piazza, San Antonio Abate a Carassone, San Francesco a Breo, Santa Maria delle Pila nel Piano della Valle vengono posti sotto un'unica amministrazione.

35) 1921. L'Ospedale di Santa Maria della Pila nel Piano della Valle fondato insieme al San Francesco di Breo da Giovanni Antonio Callò di Lugano 347 anni prima, cessa di esistere.

36) 1926. L'Ospedale di S. Antonio Abate a Carassone viene chiuso e gli infermi di questo Istituto come quelli di S.ta Maria della Pila vengono trasferiti nell'Ospedale di San Francesco. Nonostante l'amministrazione sia unica i quattro patrimoni rimangono separati e ogni ente si occupa di assistere i poveri delle rispettive vecchie aree di competenza.

37) 1928. L'Amministrazione unica viene sciolta e si nomina un commissario prefettizio al fine di riformare lo Statuto degli Ospedali. Costui delibera la spesa di oltre un milione di Lire per sostenere l'Ospedale di Santa Croce ed adibirlo a reparto di medicina, destinando quello di San Francesco alla Chirurgia. La soluzione prospettata dal Commissario solleva numerose opposizioni tra i competenti, che desiderano per la città un unico ospedale costruito secondo i più moderni sistemi e che escludevano il frazionamento dei reparti di Medicina e Chirurgia nei due ospedali rimasti.

38) 1930. Il Commissario decide di licenziare i medici dei due ospedali, unifica i patrimoni dei quattro enti, riforma lo Statuto e il Regolamento per il personale ospedaliero e intraprende la sistemazione ed adattamento del nuovo fabbricato, finanziando le opere progettate. Per tale operazione viene prescelto l'Ospedale Maggiore di Santa Croce, per la sua posizione tranquilla e suscettibile di ampliamenti e per la notevole disponibilità di posti letto che, con le modificazioni apportate, raggiungono il numero di duecento. I lavori iniziati nel Giugno del 1930 si concludono nell'Agosto del 1931.

39) 28 Marzo 1931. Viene deliberata la chiusura dell'Ospedale di San Francesco di Assisi ed Istituto Oderda di Mondovì Breo, chiusura che viene attuata nei giorni 10 e 11 Agosto 1931.

Si conclude quindi la storia di questo Ospedale, 257 anni dopo la sua fondazione.

41) 28 Dicembre 1931. Viene inaugurato l'Ospedale unico.

42) Giugno 1933. L'Istituto di Clinica Pediatrica della Regia Università di Torino si dichiara favorevole ad adattare l'ex ospedale di San Francesco in opra profilattica, ostetrica e pediatrica, al fine di porre soluzione al problema della tutela sanitaria dell'infanzia a Mondovì, secondo le norme previste dall' Ordine dei Medici. Sono previsti un consultorio profilattico periodico gratuito dei fanciulli della prima infanzia, un refettorio per le madri nutrici ed un asilo diurno per le donne operaie.A quest anno si riferiscono quindi le modifiche interne riportate sulle tavole di disegno delle piante del precedente ospedale.

43) 1 Dicembre 1936. Progetto di sistemazione delle Scuole Elementari maschili nell'ex Ospedale di San Francesco, poi Consultorio pediatrico. Le opere di sistemazione ammontano a Lire 100.000 e trattandosi di un semplice adattamento per il quale è sufficiente l'impiego di maestranza provetta L'Ufficio Tecnico propone l'esecuzione dei lavori in amministrazione diretta.

44) 2 Aprile 1937. Il Podestà di Mondovì chiede l'approvazione alla Sovrintendenza ai Monumenti dell'Arte Medioevale e Moderna per i lavori di adattamento a scuole elementari, chiarendo che si tratta di modificazioni interne e che la facciata sarà solo interessata dall'allargamento delle aperture esistenti.

45) 8 Aprile 1937. La citata Sovrintendenza autorizza l'adattamento a scuole elementari dell'ex Ospedale, avvertendo che le aperture in facciata siano tutte, previ opportuni controlli, riportate in pristino nella loro altezza, escluso però qualunque allargamento.

46) 18 Aprile 1937. Il Podestà di Mondovì assicura alla Sovrintendenza che le norme riguardanti le aperture saranno scrupolosamente osservate, pertanto chiede il nulla osta all'inizio dei lavori.

47) 23 Aprile 1937. La Sovrintendenza rilascia il nulla osta e consente "in relazione alle evidenti tracce visibili in facciata, l'abbassamento delle finestre del primo e secondo piano fino alla cornice del marcapiano, mentre quelle al piano terreno devono rimanere inalterate. Il Sovrintendente dimostra il suo compiacimento per l'iniziativa di abbattere le casupole antistanti l'edificio che in tale modo guadagna maggiore respiro".

48) 25 Ottobre 1937. Il Podestà di Mondovì richiede all'Ing. Capo del Comune il trasferimento delle Scuole Elementari Maschili nei locali dell'ex Ospedale di San Francesco in data 1° Novembre 1937. Il nome dell'Ospedale in facciata e sostituito con quello di "Scuole Elementari Francesco Battaglia".

 

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